#isenzagiacca all’evento dell’ Inferno Biancorosso per il 45ennale dalla fondazione, intervistano il sempre amato Darwin Cook
Purtroppo per un problema tecnico audio non sono disponibili le altre numerose e simpaticissime interviste, in particolare quelle a DARREN DAYE e il Vate Valerio Bianchini
Darren Daye ha dichiarato ai nostri microfoni ancora una volta il suo grande amore per la citta’ di #Pesaro e ci ha tenuto a sottolineare come i compagni di quegli anni, Ario Costa, Walter Magnifico, Andrea Gracis, Matteo Minelli, Domenico Zampolini, naturalmente Darwin si siano nel tempo trasformati da semplici compagni di squadra ad amici per la vita.
Gli abbiamo fatto i complimenti per la sua perfetta forma fisica, chiedendogli scherzosamente quale dieta avesse seguito negli ultimi 20 anni, Darren non ci ha voluto rivelare la dieta, ma ci ha assicurato che c’è tanto Workout, anche se questa forma fisica non gli basta più per battere in 1 contro 1 il figlio Austin Darren Daye, che ben conosciamo.
Altrettanto emozionato e stupito da tanto amore, ad oltre 20 anni di distanza, il coach Valerio Bianchini.
Il Vate, ha ricordato l’eccezionalità di quel gruppo di giocatori, gli abbiamo chiesto di soddisfare una nostra curiosità e rivelarci se avesse mai avuto dubbi nel momento del taglio di Aza Petrovic con Darwin Cook, proprio dopo la partita in cui Aza mise a referto 45 punti con medie stratosferiche, ed io personalmente gli ho rivelato che ero tra quelli che pensava fosse impazzito, lui ci ha confessato che in quei giorni a Pesaro era in effetti un po’ preoccupato anche ad attraversare la strada…. , ma tanta era la convinzione che alla squadra servisse qualcosa di diverso in termini di energia carattere e difesa e che quel diverso corrispondesse perfettamente a quel Cook che era libero in quel momento che lui conosceva benissimo per averlo più volte visto giocare in varie manifestazioni a Los Angeles. E’ il classico caso in cui i grandi allenatori vedono cose precluse a tifosi, appassionati e giornalisti. Infine con Bianchini abbiamo celebrato quel suo giovanissimo assistente che poche ore prima era salito sul tetto del mondo con la nazionale spagnola.
E’ stata una manifestazione bellissima e riuscitissima, un occasione per i nuovi giocatori, come ci ha confermato il nostro amico Simone Zanotti, per capire meglio e da vicino cosa è Pesaro per il basket e quale amore e riconoscenza è pronta a dare a chi se la sa meritare.
Complimenti e ringraziamenti a Marco Piccoli, deus ex machina, autentica anima e corpo, (tanto corpo..) di questo evento che è stato un autentico regalo a tutta la città.








