Cosa hanno in comune Luis Enrique e Igor Kokoskov?
Solo una cosa , l’Italia, ovvero quelle nazionali che nel giro di 48 ore hanno eliminato uno dalla Finale Europea e all’altro hanno sbattuto la porta in faccia dell’ingresso alle Olimpiadi di Basket.
I punti comuni finiscono qui, da una parte l’ammirazione totale per Luis Enrique, che a fine partita abbraccia ognuno dei suoi giocatori, si complimenta con Mancini e gli avversari e si presenta in sala stampa dicendo che era felice per quello che aveva visto e che aveva goduto di una partita di altissimo livello, che voleva fare i complimenti all’Italia e che in finale, animo latino, fara’ il tifo per noi. Tralasciando di argomentare che sarebbero stati meritevoli quanto noi, che ci aveva incartato tatticamente e tecnicamente nascondendoci il pallone mirabilmente e che aveva capito tutto già prima della partita quando aveva dichiarato, ….entrambe vogliamo dominare il possesso della palla, ma l’ Italia è brava anche senza …..
Dall’altra parte Igor Kokoskov, che da favoritissimo allenatore della Serbia, si ritrova battuto, in casa, davanti al caldissimo e trepidante pubblico amico, dalla migliore versione dell’ Italbasket degli ultimi lustri, e prima si sottrae alla stretta di mano di Meo Sacchetti, poi ci ripensa seppur poco convinto , salvo presentarsi in sala stampa per dire che gli Italiani potevano esultare con più classe. Che è un po’come se Er Monnezza ti dicesse quanto sei vestito male.
In sintesi, Uno, dieci, cento, mille, Luis Enrique, lo Sport ha bisogno di queste figure, ed e’ bello aver battuto uno come lui , invece è semplicemente meraviglioso aver battuto uno come Kokoskov.








