Se si voleva un segnale di quanto la dirigenza della Juve fosse pentita della scelta Sarri, quello di assumere come Allenatore Andrea Pirlo è decisamente inequivocabile.
Sarri e Pirlo sono quanto di più distante si possa immaginare nel mondo del calcio, da una parte un ex bancario, anziano, con una carriera fatta di una gavetta interminabile, un modo di relazionarsi da bar, inelegante ai limiti dell’impresentabile con quell’eterno mozzicone in bocca e la tuta similpigiama che sembra tanto la divisa tipica di uno appena dimesso da una RSA, dall’altra parte un ex Campione del Mondo, giovane, che non ha allenato un minuto, glamour e misurato nelle parole.
Lo si deve ammettere alla Juve dall’anno scorso, dopo la noia di 8 scudetti consecutivi senza quasi contrasto, se non per un paio di occasioni, ci stanno provando a mischiare le carte e cambiare, un po’ evidentemente per non annoiarsi, un po’ per inseguire quella Coppa diventata sempre più’ chimera, anche se l’impressione è che stanchi di vincere Campionati e perdere Champions, stiano optando per la soluzione di non vincere più ne’ gli uni né gli altri.
Sembra che Andrea Agnelli abbia preso in parola Winston Churchill che diceva …non sempre cambiare vuol dire migliorare ma per migliorare bisogna cambiare.
Che fosse necessario cambiare era palese e inevitabile, che fosse gia’ tutto deciso, dato un esonero ad appena 15 ore dall’eliminazione, chiaro e inequivocabile e l’ultima conferenza stampa post partita Lione di Sarri dove in un momento sportivamente tragico, stupiva tutti affermando che se la Champions fosse a punti con 6 vittorie un pareggio e una sconfitta la Juve sarebbe prima, ribadiva una volta di più l’inadeguatezza di pensiero, prima di ogni altra a cosa, a questi a livelli.
Pur di fronte a tutto questo, affidarsi ad un Tecnico cosi debuttante che solo ad ottobre discuterà la tesi per il Corso Uefa Pro da allenatori, non sembrerebbe un azzardo tanto diverso dal affidare il più grande progetto italiano, il leggendario Ponte sullo Stretto, o Tunnel secondo gli ultimi deliri, al mitico Ingegner Cane della Gialappa’s. ( https://www.youtube.com/watch?v=_JbjpTnqd2E&t=304s )
Chiusura con riflessione sul buon Maurizio Sarri, e il suo licenziamento quasi brutale nella forma e nei tempi, se per due anni consecutivi in due squadre diverse, vinci un titolo importante, Europa League e Campionato italiano e entrambe le dirigenze non vedono l’ora di liberarsi della sua presenza, forse è tempo che si faccia un paio di domande, anche a 61 anni si può provare a migliorarsi e non è mai troppo tardi per cambiare, in fondo Pirlo nella sua biografia solo pochi anni fa scriveva ….non punterei nemmeno un centesimo su un mio futuro da allenatore, è un lavoro che non mi entusiasma, prevede troppi pensieri e uno stile di vita esageratamente simile a quello dei calciatori. Ho già dato rivoglio indietro, almeno in parte, una parvenza di vita privata….
Be’ insomma fortunatamente non sapremo mai come sarebbe stato il ponte dell’ Ingegner Cane, ma siamo proprio curiosi di vedere come se la caverà’ Coach Pirlo.








